Venezuela, la nobildonna.

Venezuela è un paese schizofrenico, dicotomico, polarizzato, contrastante. Un paese bellissimo.
 
Il mio primo contatto con Venezuela è stato in agosto 2019. Arrivo in una Caracas grigia e piovosa come spesso capita tra agosto e novembre. La prima impressione è l’incontro con una nobildonna decaduta. La bellezza e l’opulenza dell’età dell’oro (nero) si è appassita nel tempo. Ma rimane pur sempre bella e nobile. Che vive grazie a una rendita che non è più quella di una volta. Il petrolio non copre più lo stile di vita sfarzoso della nobildonna abituata ad avere tutto il meglio che il mondo potesse a offrire dagli anni Cinquanta in poi. Non se lo può più permettere perché è crollato il prezzo del petrolio ed è crollata la capacità di produzione e di raffinazione nel paese. La gestione dei militari della compagnia petroliera che controlla tutta la produzione e la distribuzione nazionale ha fatto precipitare la produzione da 3 milioni di barili al giorno degli inizi anni duemila a 400 mila dei primi anni Venti. Nessun paese avrebbe potuto resistere a una caduta del genere soprattutto quando l’oro nero rappresenta il novanta percento del prodotto interno lordo.
 
Una nobile decaduta che non vuole riconoscere il suo stato di indigente. Una nobile decaduta che vuole mostrarsi al mondo ingioiellata mentre vive in una casa che non ha più luce, acqua potabile e gas perché non riesce più a pagare le bollette.
 
E oggi vive anni difficili. Le sanzioni introdotte da Obama ma rese più severe da Trump cominciano a farsi sentire. Mancano prodotti di base, alimenti e igiene di base. La carta igienica è preziosa. Negli hotel e nelle posade viene centellinata, non a rotoli ma a fogli consegnati religiosamente al momento della registrazione. La crisi economica sta raggiungendo il suo picco più basso. Il Covid darà un ultimo colpo a un sistema squassato da scelte sbagliate, mala gestione, corruzione e isolamento internazionale.
 
Un paradosso in un paese che ha più riserve di petrolio dell’Arabia Saudita, che ha più oro e metalli preziosi del Sud africa, che ha terre fertili quanto il Brasile, che ha bellezze naturali e una cultura variegata che potrebbero attrarre più turisti che l’Europa, che ha una posizione geografica centrale tra Stati Uniti, Europa e America Latina per produrre e commerciare tra tre continenti.
 
Sono anni di privazione per la grande maggioranza della gente. Le città soffrono tagli di corrente periodici perché il sistema elettrico nazionale non regge il carico per mancanza di manutenzione e pezzi di ricambio. L’acqua corrente viene sospesa per ore al giorno per cui in casa è necessario tenere riserve con bottiglioni o cisterne per le famiglie che se lo possono permettere. Sembra che le infrastrutture del paese siano tenute insieme con il fil di ferro mentre gli ingegneri devono cannibalizzare gli impianti per tirare fuori i pezzi di ricambio per fare funzionare i sistemi di acqua, luce, gas e benzina. Sì, la benzina. Anche la benzina è un bene raro nel paese che era il sesto produttore al mondo e con la più grande riserva di petrolio al mondo. In alcune zone del paese si facevano fino a tre giorni di fila (si 3!) per fare il pieno con un limite di 120 litri al mese per macchina. Perché la benzina era praticamente gratis fino alla fine del 2021, generando un sistema distorsivo per cui in alcune zone del paese il litro di benzina poteva costare fino a 3 dollari il litro o la “gestione” delle file con “accesso VIP” era un altro business intorno alle stazioni di servizio in mano ai colectivos, i gruppi paramilitari che controllano il territorio. Distorsivo perché genera traffici illegali per chi ha accesso “preferenziale” alla benzina può portare taniche in Colombia e Trinidad e Tobago nel cofano della macchina, organizzando un intero camion cisterna o armando una nave fantasma! Ovviamente la dimensione del vettore è proporzionale alla scala gerarchica del potere. Chi ha avuto molto potere è riuscito a far sparire 80 navi in un anno nelle acque profonde delle bandiere senza patria (il vessillo) e senza nome (la nave).
 
La nobildonna dell’America del Sud, per poter sopravvivere, si è invischiata in giri di loschi trafficanti, di ogni genere.